venerdì 13 aprile 2007

ciao a tutti

ciao a tutti
mi sono lasciato trasportare da un idea di un caro amico (ciko) che dagli stati uniti mi ha dato l'input di creare un mio spazio personale dove ahime' il calcio regnera' sovrano....
Non di solo calcio pero' vive l'uomo e allora scrivetemi tutto cio' che volete per condividere con me qualsiasi cosa, idee, opinioni e attualita'.
Seguo l'esempio di Ago e Massi che con il loro blog mi emozionano sempre un po'...
Il calcio , chi mi conosce non puo' far altro che confermare, ruota intorno alla mia vita con un ritmo frenetico, dirompente a tratti anche devastante. Gioco a calcio da quando il milan targato sacchi dominava il panorama mondiale. Ecco qua in linea di massima il mio percorso calcistico che ormai dura da quasi vent'anni.
Non ho dubbi nel dire che sono milanista grazie a Ruud Gullit, il suo cappellino bianco e rosso con le treccine attaccate dietro e' il primo regalo che davvero ricordo con un emozione forte.
E poi i primi ricordi di san siro, mio zio Marco invano tentava di indirizzarmi verso la sponda sbagliata del naviglio, ricordo bene anche qualche partita con accanto il mio compagno di una vita(mio cugino andriy) dell'inter di trapattoni nell'anno della stagione dei record ma io non so perche' ai tre tedeschi ( che si apprestavano a vincere i mondiali in casa nostra) preferivo la tecnica e la qualita' dei tre tulipani.
E poi ancora e sempre il calcio dei campetti di periferia, quanta polvere respirata, quante botte rimediate da avversari sempre piu' grandi di me.
Io ero il classico bambino vivace, piccoletto con il numero dieci sulle spalle che dalla mischie furibonde che si creavano in mezzo al campo usciva sempre palla al piede, tecnicamente sono sempre stato uno dei piu' bravi della squadra ma il mio fisico certo non mi ha mai dato una mano per crearmi una carriera con sviluppi piu' incoraggianti. Ricordo i mille provini con al maglia rossonera nei campetti di linate sempre finiti maluccio.
L'unica squadra che si interesso a quel biondino gracilino fu l'inter ma a quell'eta' gli allenamenti cominciavano ad essere quasi giornalieri e il campetto di interello era esattamente dall'altra parte della citta'. la lettera di convocazione venne presto cestinata.
Una vita passata tra le fila della Metanopoli, in pratica la squadra della mia famiglia. Non c'e' un mio cugino o parente che non abbia indossato almeno una volta quella maglia, era la squadra della Snam, la squadra dei metanieri. Ma io crescevo pochissimo, lo sviluppo mi ha sempre tradito, certo i piedi sono sempre stati piu' che buoni ma a quell'eta se non hai un minimo di fisico le squadre importanti non ti guardano nemmeno. E allora ho trascorso tutta la cosiddetta trafila in tutte le categorie possibili fino ai diciotto anni con l'approdo in prima squadra, la prima categoria dove in porta giocava mio fratello Ricky.
gli studi terminavano proprio in quell'anno (2002). la maturita' strappata e il primo viaggio dove hai proprio voglia di spaccare il mondo. Poi l'approdo in una societa' di Eccellenza sempre nella mia san donato nello Sporting.
Un' esperienza vissuta quasi totalmente seduto nelle panchine di alcuni stadi abbastanza importanti come Caronno Pertusella e Solbiate Arno a guardare gli altri giocare. Forse se non avessi questo carattere buono e poco incline al battibecco e all'altergo forse mi sarei strappato anche la riconferma ma la mia volonta' di tornare a giocare con i miei amici ha avuto la meglio su qualsiasi altra mera speranza di poter proseguire ad alti livelli.
La mia idea di calcio e' troppo romantica per aver aspettative di categoria superiore, io mi diverto e sono felice se con me c'e' un gruppo di amici che mi rispettano e che si divertono non prendendosi mai troppo sul serio. Mi rendo conto che in tanti non la pensano come me e tante volte certa gente non capisce che si la vittoria e' importante in uno sport agonistico ma la convivenza e il rispetto devono esserlo di piu'.
Insisto quindi col dire che il calcio in generale non e' il mio mondo ma so anche che senza questo mondo probabilmente mi sentirei piu' vuoto, non sarei certo io.
Meglio percio' tornare alla madre patria, quella metanopoli in prima categoria ormai ridotta all'osso economicamente e ormai lontana parente, almeno a livello societario, dell'antica e gloriosa Snam. Con un gruppo straordinario di amici riusciamo a coronare il nostro sogno promozione, mai nella sua storia la metanopoi era giunta cosi' in alto. Per noi fu un orgoglio assoluto, dominammo il campionato senza lo straccio di una societa' , ci pagammo noi le magliette e anche qualche pallone, fummo lo spot di un calcio fatto solo di amicizia e divertimento.
Poche volte potra' essere ripetibile una situazione del genere a livello calcistico;
Dopo questa esperienza che porto ancora dolcemente nel cuore la chiamata del peschiera e il suo progetto di walt disney...
Si trattava di scendere di categoria ma questo progetto divertente e assolutamente insolito, un presidente magnate che si divertiva a imitare Silvio con i suoi atteggiamenti da padre e padrone.
E allora via con trasferte in pullmann vestiti con giacca e cravatta.
Certo lasciare gli amici e i vecchi compagni non era facile ma alla lunga prevalse la voglia di accettare questa esperienza anche vedendo lo sfascio totale in cui la societa' era piombata ormai irrimediabilmente. Vinciamo il campionato non cosi' facilmente come si oteva pronosticare ma alla fine riusciamo a portare la societa' Peschiera ad una categoria piu' consona alle sue curiose aspettative.
l'anno dopo e' stato devastante, facciamo un bel campionato ma dobbiamo arrenderci alla juve cusano, una squadra costruita con giocatori ben superiori ai nostri. Ai playoff perdiamo la finale che ci consentirebbe comunque di giocare in Promozione, la delusione e' cocente ma viene subito cancellata dallo strepitoso mondiale che i nostri ragazzi giocano in germania.
il nove luglio duemilasei rimane senza ombra di dubbio uno dei giorni piu' belli della mia vita, un esplosione di gioia illimitata, un' ubriacatura mentale davvero indimenticabile.
e poi il resto e' storia recente, sempre l'onesto panorama dei campi di prima categoria e una stagione che ci vede protagonisti e primi in classifica con la speranza di poter vincere il campionato.

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